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Il mio paesino incantato

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Un giorno della settima tranquillo, il sole è già alto quando esco di casa, vestito leggero, occhiali da sole e la mia borsa. Pochi minuti e già mi trovo nel mezzo di un sogno spagnolo, un paesino come solo ce lo si può immaginare nei film vecchi, tipo quelli di Sofia Loren, solo che invece del sud Italia, siamo in Spagna. Il sole accarezza la strada macchiata da piccole ombre degli alberi grandi e verdi piantati sul marciapiede. Parcheggio dietro la chiesa in cima a una collinetta urbana. Impossibile parcheggiare sulla strada principale, i posti sono sempre pochi in confronto alle automobili che circolano. Decido di prendere un caffè, uno rapido tipo San Babila a Milano. Niente da fare, vogliono che mi siedo, sorrido, spiego alla barista che vado di fretta, non risponde e mi fa un cenno con la testa sorridendo.Riprendo la mia camminata, non hai quasi nessuno in giro. I vialetti di case vecchie curate e pulite quasi fanno invidia. Gerani e bouganville spiccano all’occhio, è un piacere…

Meglio della cioccolata calda

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Il cielo non brilla oggi, piove a catinelle, sembra una giornata invernale. Non è una bella giornata per passeggiare con Lucky. Non c’è un’ombra umana in giro, la strada è grigia e deserta. Ogni tanto vedo in lontananza passare una macchina, un rumore che ci fa girare a guardare cos’è dato che è diventato strano sentir passare un motore. Gli aerei già non passano più da un bel pezzo. Melanconia di tranquillità, sento le gocce cadere sul terrazzo, vedo il mare grigio lontano arrancato nella sua impotenza. Il mondo gira, non smette, ogni mattina sembra risvegliarsi il timore di notizie tristi e paralizzanti. È un giorno come gli altri, mi dico, ma quando mi parlo, a volte penso che sto mentendo a me stessa. Perché non è un giorno come gli altri, è un giorno che vorrei vivere come gli altri. Fuori da questa casa, da questo paesino, la vita non è così pacata. Le gocce scendono piano sui vetri, il cielo grigio oggi non mi sorride. Accendo una candela profumata, per ravvivare il giorno, per darm…

L'inizio della fine

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Pallida come la luna, cammino per casa. Mi sento stanca, e dormo tanto, a lungo, ma non riposo. Sono tentata a urlare, mi manca la forza, mi manca la follia. Vedo alzarsi il sole, un altro giorno facendo lo sforzo di frenare l’istinto di piangere. Mi fa più paura il non sapere Che sapere che fa male.
Una candela profumata, sempre accesa per darmi calore, il calore tenero di profumi lontani. Mi aiuta, mi da la sensazione di poter avvolgermi in luce e profumo. Se potessi salire alle stelle, poter vedere tutto dall’alto come un film accanto a lui sapere che il domani ha luce, ma non il sole, lui sempre splende per tutti, sempre, non importa.
Ma che luce manca? Che calore manca? Sento voci lontane Il Natale a casa, la uscita della scuola, la metro dopo il lavoro, il bicchiere di vino dopo la classe di musica, dopo un concerto, o seduti la domenica sera a filosofare.
Mi manchi vita normale, dove sei? E mi scendono le lacrime come se fosse l’inizio della fine.

Al supermercato

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Un giorno quasi uguale agli ultimi 10 passati in casa.
Metto la borsa in macchina, mi siedo e mi allaccio la cintura. È un buon momento per andare al supermercato, non ci sarà tanta gente, penso. La mascherina intorno al collo, mi metto i guanti di plastica monouso e accendo il motore.
Neanche una macchina nella strada principale. Certo, non possiamo uscire. Una signora con una borsa della spesa sul marciapiede, va al supermercato piccolo vicino al parco giochi. Chissà se avranno tanta roba, sicuramente il parco giochi sarà vuoto.
Entro al parcheggio del supermercato, relativamente pieno. Le persone si muovono come zombi con le loro maschere e imbacuccati nelle loro giacche e cappotti. 
Un signore mi guarda mentre scendo dall'automobile, noto gli occhi tristi e preoccupati. 
Prendo il carrello pensando che i guanti mi proteggeranno dai microbi e virus. La maschera mi da fastidio, ma penso che non importa, anche quello passa.
Non c’è vita al supermercato, poca gente, quasi tutti con mas…

Fantasia fantasia

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Fantasia fantasia, Un’anima colorata, Un fantasma divertente, Festa di voci di facce di emozioni.
Fantasia fantasia Vita pazza dello spirito Volare fino alla luna e tornare, Senza aspettare, senza aspettare.
Fantasia fantasia Voglia di vivere senza età Voglia di cantare con musica alta Voglia di correre a piedi nudi Nell’erba bagnata e poi sdraiarsi al sole.
Fantasia fantasia Dove sei? Non lasciarmi né per un minuto Cosí sogno e so che sono viva Cosí so cos’è la vita e il pensiero illimitato.
Fantasia fantasia Vivi dentro di me ogni attimo Mi dai gli occhiali per vedere il mondo Come lo voglio vedere io e stare meglio.
Fantasia fantasia Grazie per essere parte di me Parte del mio giorno Parte della mia notte
Sempre di più, per essere bambina 
anche quando il viso cambia.

Incontri

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Ero seduta tranquilla in un bar del centro di Berlino ancora stanca della notte corta.
Stavo bevendo il mio caffelatte quando entra questa donna alta, bella, imponente. Era bionda, un colore quasi argento, un biondo brillante che risaltava sopra il suo cappotto nero.
I suoi occhi erano di ghiaccio, osservavano il nulla e si guardava in giro come se non ci fosse nessuno.
Portava un cappellino grigio e nero, era poco truccata, sicuramente aveva più anni di quelli che dimostrava.
Si siede al lato di una coppietta molto giovane, seduti uno in fronte all’altra.
Guarda il menu, si toglie la giacca e il cappellino, riprende il menu. Si avvicina il cameriere.
Non sento ciò che ordina, mi rigiro, noto che ha incontrato il mio sguardo. Abbassa il suo e rapidamente prende la borsa in mano. Cerca qualcosa.
Prendo in mano il mio telefonino per fare qualcosa, ma la strana signora era più interessante.
Bevo il mio caffè. Squilla il suo telefono. Parla russo.
Mi sarebbe piaciuto parlare russo, sapevo dire…

Patria

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Sono schiava Del mio essere zingaro Della mia voglia di cercare e trovare Della mia essenza viaggiatrice Della mia anima cosmopolita
Potrei essere in tutti i posti Non posso.
Voglio essere al suo fianco, è tardi? Voglio rispondere a tutte le domande Non posso Perché mi manca la sorella che c’è in lei Mi manca l’anima che non ho Mi mancano i figli che non potrò mai avere
Un vuoto nell’anima Anima senza patria Patria senza anima
Viaggio, torno, e non so Se quel viaggio finirà.
Mi manchi.