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Sul palco

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Un momento che cambia il futuro Come penso Come agisco   Ciò che gli altri vedono Non è sempre ciò che ho dentro   Un momento che cambia la mia vita Una sensazione si riflette Nell’anima Nel viso Nella mia voce   Vesto la incertezza con un sorriso Attenta a ció che ascolto Vedo Sento   Accolgo l’attimo Sicura del ritmo Delle note Delle parole   E canto sul palco dei bar   E della mia vita

Il mio paesino incantato

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Un giorno della settima tranquillo, il sole è già alto quando esco di casa, vestito leggero, occhiali da sole e la mia borsa. Pochi minuti e già mi trovo nel mezzo di un sogno spagnolo, un paesino come solo ce lo si può immaginare nei film vecchi, tipo quelli di Sofia Loren, solo che invece del sud Italia, siamo in Spagna. Il sole accarezza la strada macchiata da piccole ombre degli alberi grandi e verdi piantati sul marciapiede. Parcheggio dietro la chiesa in cima a una collinetta urbana. Impossibile parcheggiare sulla strada principale, i posti sono sempre pochi in confronto alle automobili che circolano. Decido di prendere un caffè, uno rapido tipo San Babila a Milano. Niente da fare, vogliono che mi siedo, sorrido, spiego alla barista che vado di fretta, non risponde e mi fa un cenno con la testa sorridendo. Riprendo la mia camminata, non hai quasi nessuno in giro. I vialetti di case vecchie curate e pulite quasi fanno invidia. Gerani e bo...

Tempo

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Vividi ricordi nella notte pallida. Il tempo passa senza sosta. Mi spaventa. La notte si fa giorno in un sospiro, la mano si allontana poco a poco. Il tramonto ritorna. Il sole si fa freddo la luna mi riscalda. Il mare è tornato tranquillo. E la mia anima vaga nell’aria calda cercando qualcosa che mai troverà.

Ti voglio qui (del EP "Your Love Song")

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Ti voglio qui vicino a me Sempre al mio fianco nella vita Accanto a me Vivevo sola sai ormai, la mia vita sai Adesso so cosa significa felicità Voglio che il mondo sappia già Ciò che tu significhi per me Tutto ciò che sento io per te Che la mia vita sei tu Ti voglio qui vicino a me Non posso vivere pensando di star senza te E quando sono giù Stanca e abbattuta, tu Sai cosa dirmi per far che la vita mi sorriderà Ho scritto questa canzone 10 anni fa per Matthias in tedesco, e il 31 di gennaio la pubblichiamo in 4 lingue, italiano, spagnolo, inglese e tedesco in tutte le piattaforme digitali. Qui potrai vedere il video www.youtube.com/elenaleyartist

Poesia del vento

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Se il vento mi portasse via lontano su una montagna solitaria, senza lo sforzo di camminare, semplicemente come l'aria si muove, come su una onda spumeggiante, come un carro senza freno, volando, felice, senza etá senza tempo senza pensieri senza dolori senza rimpianti senza lacrime... Sarei ciò che sono? Darei ciò che dono? Avrei ciò che posseggo? Apro gli occhi e vedo più in là del mondo chiaro, ombre della notte, macchie nella nebbia, e il tunnel è ancora lungo... Fammi tornare nel suo grembo per rinascere ancora e poter rivivere la speranza di una realtà diversa.

Osservando il mare

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Guardo il mare quell’orizzonte infinito che da anni mi accompagna. Che pensiero malinconico sapere che più in là di quella linea ci sono cari che pensano a me. Seduta tranquilla osservo le acque, le onde spumeggianti, i colori forti e vivi, che cambiano secondo il movimento della luce del sole, che si sta spegnendo piano piano in questa giornata di inverno. Ritorno sui miei passi, per il cammino di casa, sapendo che l’anno sta per terminare, e che uno nuovo già mi rincorre. La pace interna è il mio nido, un bene che non voglio donare, solo condividere con chi non me la può rubare. Buon anno…

L'altalena - Un pensiero per il mio nonno

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Un’altalena rossa e bianca di ferro che hai costruito per me. Ormai non c’è più, però io la rivedo e non la dimenticherò mai. i miei piedi toccavano gli alberi, però io arrivavo al cielo. E ridevo cercando di andare più forte, di andare più in alto. Ti vedevo nell’orto, ero felice. Un sorriso tranquillo, occhi chiari che mi controllavano, una voce accanto alla mia in giardino. Mi raccontavi della guerra, della Russia, dei tuoi amici, delle carote nell’orto, e mi prendevi in braccio con tenerezza. Mi ricordo il tuo viso, le tue mani, il vin brulé, le serate giocando a carte. Oggi 30 anni fa ci hai lasciato. Ti penso, non ti dimentico perché sei parte di me, dei miei ricordi più belli, di un’infanzia modello vissuta con nonni attenti e pieni d’amore. Grazie, grazie, grazie…

Errori

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Ne abbiamo fatti tanti, forse troppi, ma forse non abbastanza. Cosa sarei senza questi errori? Forse non mi troverei dove sono ora, forse non avrei imparato ciò che mi ha fatto crescere, capire, sapere. Errori, figli di pensieri innocenti. Forse. Errori, padri della frustrazione e del rimpianto, di emozioni forti che mi tolgono il fiato. E poi arriva la voglia di rialzarmi, di volare, di dimenticare. Non sarei ciò che sono oggi, senza quegli errori. Ne sono sicura. Ma perché li chiamo errori? Ho fatto il meglio che potevo, era la scelta di quel momento, e fanno parte della mia vita. Solo il poi mi dice che erano errori. Ho imparato a rialzarmi, a combattere, ad asciugarmi le mie lacrime e a leccarmi le mie ferite. Tutto arriva, a volte proprio quando non te l’aspetti, perché quando si lotta per un valore, si impara, e mi rialzerò ancora, se ne avessi bisogno. E allora dico grazie a tutti...

Benvenuti

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Benvenuta e benvenuto all’altoparlante amaro. Alla voce che risuona nell’ombra. Alla fantasia delle mie notti in albergo. Benvenuta e benvenuto alle labbra sensuali della mia solitudine, alla voglia straziante di parlare di me, di noi,   di una come tutti e di una come nessuno. Benvenuta e benvenuto a un mondo di parole, di pensieri, di confusione ordinata. Benvenuta e benvenuto alla mia creativitá verbale, figlia di un seme chiamato libertá, amante di una bolla di sapone chiamata felicitá, sorella di una emozione chiamata melanconia. Benvenuta e benvenuto al mio blog di parole, di pensieri e di poesie. Perché non è mai tardi, non è mai troppo, e non mi arrenderò mai.