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Visualizzazione dei post con l'etichetta ricordi

I tuoi occhi

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Lo sfondo del mare Mi ricorda i tuoi occhi Il cielo scuro si incontra con il blu infinito di un ricordo lontano.   Mi piace pensare Che sarebbe stato eterno Che sarebbe stato vero Che sarebbe stato unico.   Il vento muove i miei capelli Mi raffredda il viso Come in un attimo Un brivido mi attraversa il corpo.   Una lacrima mi attraversa il viso E ti ricordo parlare Ti ricordo ridere Ti ricordo sorridere.   Addio addio addio…

Il tuo mondo

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Piccolo o grande che sia il tuo mondo sempre sarà per me qualcosa di speciale, semplicemente perché è il tuo. E se il mio mondo fosse il tuo, collegato con un filo di cotone fine fine, che unisce, ogni giorno, ogni notte, ci sarebbe qualcosa di male? A volte penso c he aprirmi al mondo, al tuo mondo, mi possa far male, possa ferirmi un giorno di questi. Più entro nel tuo mondo e più mi affetta l’aria e l’atmosfera che condividiamo. Se mi affetta così tanto, mi farai soffrire un giorno? Anche se non tu volessi? Che malattia è? Non guarisco… Che dipendenza è? Non posso smettere… E ti guardo mentre dormi come per immaginarmi come sarebbe se non ti svegliassi mai più. Mi prende il freddo, mi si gela il cuore.

Poesia del vento

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Se il vento mi portasse via lontano su una montagna solitaria, senza lo sforzo di camminare, semplicemente come l'aria si muove, come su una onda spumeggiante, come un carro senza freno, volando, felice, senza etá senza tempo senza pensieri senza dolori senza rimpianti senza lacrime... Sarei ciò che sono? Darei ciò che dono? Avrei ciò che posseggo? Apro gli occhi e vedo più in là del mondo chiaro, ombre della notte, macchie nella nebbia, e il tunnel è ancora lungo... Fammi tornare nel suo grembo per rinascere ancora e poter rivivere la speranza di una realtà diversa.

La colazione: sapore di casa

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Abbraccio l’aria del mare aprendo la finestra e sento un brivido di freddo attraversare il mio viso. Il sole è pallido oggi, il cuore è caldo, le mani gelide si accarezzano in un impeto invernale. Richiudo la finestra, sento miagolare la mia gattina, mi giro e la vedo osservarmi sopra lo sgabello di legno. Mi muovo verso la porta, mi segue facendo felice ogni mio passo, ricordandomi cosa significa il calore di qualcuno che mi aspetta. Entro nell’altra stanza, l’altro gatto mi saluta e mi accarezza le gambe col suo corpo morbido, il cane scodinzola aspettando la colazione, un bacio mi accarezza di sorpresa e una tazza di tè caldo mi aspetta sopra il tavolo. Un altro giorno comincia con amore, allegria e vita. Sono a casa, il mio cuore è a casa.

Osservando il mare

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Guardo il mare quell’orizzonte infinito che da anni mi accompagna. Che pensiero malinconico sapere che più in là di quella linea ci sono cari che pensano a me. Seduta tranquilla osservo le acque, le onde spumeggianti, i colori forti e vivi, che cambiano secondo il movimento della luce del sole, che si sta spegnendo piano piano in questa giornata di inverno. Ritorno sui miei passi, per il cammino di casa, sapendo che l’anno sta per terminare, e che uno nuovo già mi rincorre. La pace interna è il mio nido, un bene che non voglio donare, solo condividere con chi non me la può rubare. Buon anno…

L'altalena - Un pensiero per il mio nonno

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Un’altalena rossa e bianca di ferro che hai costruito per me. Ormai non c’è più, però io la rivedo e non la dimenticherò mai. i miei piedi toccavano gli alberi, però io arrivavo al cielo. E ridevo cercando di andare più forte, di andare più in alto. Ti vedevo nell’orto, ero felice. Un sorriso tranquillo, occhi chiari che mi controllavano, una voce accanto alla mia in giardino. Mi raccontavi della guerra, della Russia, dei tuoi amici, delle carote nell’orto, e mi prendevi in braccio con tenerezza. Mi ricordo il tuo viso, le tue mani, il vin brulé, le serate giocando a carte. Oggi 30 anni fa ci hai lasciato. Ti penso, non ti dimentico perché sei parte di me, dei miei ricordi più belli, di un’infanzia modello vissuta con nonni attenti e pieni d’amore. Grazie, grazie, grazie…

Per il mondo

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Ancora una volta salgo in un aereo che mi porta lontano da chi mi ama e vicino a chi mi ama. Sono divisa, il mio cuore è diviso, una volta ancora, sparso per il mondo. Distribuiamo il nostro amore, e lui non diminuisce, al contrario, aumenta. Eppure non mi sento più ricca. Sono sfinita, dalle lacrime e dalla tristezza dell’addio, dell’abbandono, dell’arrivederci a un quando che non conosco. E torno alla mia vita, ai miei giorni, al mio amore, ai miei cuori di casa, che mi aspettano con lo stesso amore, senza condizioni, e senza un chissà.

In aereo - preghiera per papá

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Sopra queste nubi mi piace pensare di poter rivederti un giorno, di poter tenerti ancora una volta vicino a me. Non sei stato perfetto, tantomeno lo sono io. La vita ci mette a volte davanti a situazioni dure da capire, dure da maneggiare, dure da salvare. Eppure ciò che conta alla fine del giorno e alla fine della vita, è ciò che resta nel cuore, anche se ce lo portiamo via. Mi piace pensare che sei vicino a me, per sperare che le mie preghiere arrivino da qualche parte. Il mio sogno più grande mai si potrà avverare. Non importa, te ne mando un altro, vediamo se in questo mi potrai aiutare.

Errori

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Ne abbiamo fatti tanti, forse troppi, ma forse non abbastanza. Cosa sarei senza questi errori? Forse non mi troverei dove sono ora, forse non avrei imparato ciò che mi ha fatto crescere, capire, sapere. Errori, figli di pensieri innocenti. Forse. Errori, padri della frustrazione e del rimpianto, di emozioni forti che mi tolgono il fiato. E poi arriva la voglia di rialzarmi, di volare, di dimenticare. Non sarei ciò che sono oggi, senza quegli errori. Ne sono sicura. Ma perché li chiamo errori? Ho fatto il meglio che potevo, era la scelta di quel momento, e fanno parte della mia vita. Solo il poi mi dice che erano errori. Ho imparato a rialzarmi, a combattere, ad asciugarmi le mie lacrime e a leccarmi le mie ferite. Tutto arriva, a volte proprio quando non te l’aspetti, perché quando si lotta per un valore, si impara, e mi rialzerò ancora, se ne avessi bisogno. E allora dico grazie a tutti...

Ricordo di Pechino

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Una donnina con una gonna color fucsia e una giacca a stelline. Con i suoi occhi a mandorla mi manda sorrisi grandi e solari, e muove la mano salutandomi. La guardo con un sorriso pacifico, la saluto con lo stesso movimento della mano. La madre la gira pensando che mi stia disturbando. La piccola muove la testa dietro la spalla della madre per cercare il mio sguardo. Mi dice qualcosa nel suo linguaggio misterioso. Io la saluto ancora. Mi fa ridere. I suoi movimenti sono bruschi, addolciti dalle braccia della madre. I suoi capelli come seta nera, le sue manine piccole e rosacee, una tenerezza guardarla sorridere. Mi avvicino alla porta del ristorante Pronta per uscire. Mi rimetto a posto la sciarpa, la bambina diventa seria, una mano nella bocca, mi osserva. Le sorrido e le dico un ciao con la mia mano. Mi ricambia ancora il sorriso. Ora sono più vicino a lei, vedo occhi neri e profondi, una pelle di porcellana. ...